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Archive for the ‘Perchè si dice…’ Category

Significa fingere di non capire o di non sapere qualcosa. La parola “gnorri” deriva dalla seconda persona dell’indicativo presente di ignorare (ignori) con la caduta della vocale iniziale e il raddoppiamento espressivo della r. Un’altra ipotesi la fa derivare dall’aggettivo toscano gnoro, nel senso di ignorante, con li “i” finale propria dei cognomi.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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Si dice volo pindarico, in un qualsiasi discorso scritto o parlato, un passaggio rapido (appunto, un volo) da un argomento ad un altro, senza che sia espressa la connessione logica dell’uno con l’altro.

Enfatico. L’espressione fa riferimento allo stile enfatico e solenne del poeta lirico greco Pindaro ( Cinoscefale 518 a.C. – Argo 438 a.C.), caratterizzato da repentine svolte logiche, passaggi arditi e cambiamenti improvvisi, non sempre facili da intendersi, con cui era solito introdurre nelle proprie odi episodi del mito classico, pur nel contesto di una struttura poetica unitaria.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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Il ganghero è uno dei due pezzi di cui è composta la cerniera di una porta o una finestra. In sostanza, è la parte cardine fissata al telaio o al muro su cui si infila il battente, permettendo a quest’ultimo di girare, in equilibrio.

Irato. Da qui l’espressione figurata “uscire dai gangheri”, “essere fuori dai gangheri”, nel significato di perdere o aver perso la pazienza per l’ira, la collera, il dispetto e agire o parlare sconsideratamente. Dal ganghero deriva anche “sgangherato”, nel senso di rovinato, danneggiato.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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Una spiegazione risale alla mitologia scandinava: c’erano 12 semidei e poi arrivò il tredicesimo, Loki. Ma era crudele con gli uomini: da qui il 13, in quelle terre, è divenuto segno di malaugurio. Altri legano la superstizione al fatto che c’erano 13 persone all’Ultima Cena di Cristo, e il tredicesimo era Giuda.
Quanto al venerdì, forse è considerato infausto perché Cristo fu crocefisso in quel giorno. Per i musulmani, invece, è infausto perché è il giorno in cui Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito. Origini a parte, la credenza è diffusa in tutta Europa e America.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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Si usa toccare ferro come gesto scaramantico perché si dall’antichità, in molte parti del mondo, questo metallo è considerato tra gli elementi con più valenza magica. All’origine di questa credenza ci sono diverse sue caratteristiche, vere o presunte: è stato uno dei primi metalli lavorati dall’uomo e viene estratto dalle viscere della terra, di cui è considerato figlio.

Difensivo. La sua durezza lo rende uno scudo ideale contro il pericolo. Per esempio nell’antichità, in Valsassina, borchie battenti di ferro vernivano posti sulle porte per scacciare l’orso che incarnava il male. Anche altri oggetti in ferro sono considerati amuleti. Per esempio il ferro di cavallo, che unisce le proprietà del metallo di cui è fatto alla forma a mezzaluna, simbolo legato a diverse divinità sia della cultura occidentale sia orientale. Il ferro però non è considerato solo un portafortuna. Nelle antiche religioni africane, il fatto che sia un tramite tra elementi con grande potere magico gli da una doppia valenza di avversario e strumento del male stesso.

Tratto da Il Sapientino, curiosità e stranezze dal mondo

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Già prima dell’invenzione dello specchio si riteneva che ogni superficie riflettente fosse dotata di proprietà magiche. L’uomo preistorico che vedeva la propria immagine riflessa nell’acqua di un lago o di uno stagno poteva pensare che si trattasse di un altro sé. Di conseguenza, qualunque disturbo arrecato al riflesso poteva significare un pericolo per la propria salute. La credenza si rinforzò con l’arrivo degli specchi: qui, vedendo la propria immagine distorta e spezzata nei frammenti di uno specchio rotto, diventava anche più facile credere a possibili conseguenze negative.

Sette anni. Furono gli antichi Romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato 7 anni di guai: esisteva infatti all’epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni 7 anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni prima di tornare sani come prima.

Tratto da Il Sapientino, curiosità e stranezze dal mondo

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Questo modo di dire è usato quando si vuole rendere pubblica qualche pecca o difetto, rimasti a lungo segreti e che altri vorrebbero tenere gelosamente nascosti. L’espressione fa riferimento alla settimana santa, e più in generale alla Quaresima. Infatti, fino a non molto tempo fa (ora accede solo sporadicamente), in questo periodo le immagini sacre (quelle poste in venerazione, non quelle di ornamento), il crocefisso, l’altare e il tabernacolo di tutte le chiese venivano coperti con paramenti violacei, in segno di lutto per la passione e morte di Gesù.

Rivelazione. I paramenti poi venivano tolti nel giorno di Pasqua, all’annuncio della resurrezione di Cristo o al canto del Gloria della veglia pasquale, con il significato di rivelare la verità che fino ad allora era rimasta nascosta: quella di Cristo risorto.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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La parola, soprattutto riferita a una donna per descriverla come brutta o sgraziata, pare derivi dal personaggio di una vignetta (il cui nome era appunto Genoveffa la racchia) pubblicata sul periodico umoristico Marc’Aurelio negli anni ’30 del Novecento. Genoveffa, disegnata da Gioacchino Colizzi, più noto col nome d’arte di Attalo, era una donna dal sedere bassissimo, le gambe tozze e pelose, sempre in trepida attesa di un’improbabile manifestazione d’amore da parte del suo amato Gastone.

Giovane e bella. La parola tuttavia, presente nei sonetti romaneschi del poeta dialettale Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), in origine avevano significato positivo ed era utilizzata per indicare una donna giovane e attraente.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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“Non avere il becco di un quattrino” significa essere senza un soldo. Coniato in Italia dal XIV secolo, il quattrino era una moneta che valeva quattro denari e che diventò ben presto sinonimo di “moneta spicciola, di valore minimo” pari agli odierni centesimi. Quindi, non avere neppure un quattrino significava essere completamente in bolletta.

Spiccioli. Ma che c’entra il “becco”? è presto detto: su una delle due facce del quattrino era impresso un disegno che rappresentava il rostro delle navi romane, che a sua volta assomigliava al becco di un rapace. “Non avere il becco di un quattrino” significava quindi non avere nemmeno una metà di una moneta di scarsissimo valore.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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L’evoluzione da “aria” a superbia, autocelebrazione, sarebbe riconducibile al pensiero antico per il quale l’aria (insieme al fuoco,acqua e terra) era uno dei quattro elementi fondamentali di tutte le cose. L’aria era anche il primo soffio da cui aveva avuto origine la vita e quindi, in senso traslato, diventa l’espressione dello spirito e più in generale, appunto, il modo di comportarsi di una persona.

Quando si esagera. Come l’aria si manifesta quando tira vento, così “darsi delle arie” significa manifestare esageratamente un certo modo di essere o un certo comportamento.

Tratto da “Focus Domande&Risposte”

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